Osservo, rifletto, deduco...e nelle
ovvietà che trovo da me mi rendo conto che hanno la stessa valenza
ed il fascino di una scoperta tutta nuova.
Quello che osservo è la reazione umana
di un animo posto di fronte ad una limitazione, interiore od
esteriore che sia. Non importa quale sia l'evento, qui importa la
conseguenza.
Mi affaccio su quattro categorie:
Rassegnazione, Accettazione, Negazione ed infine Reazione e cerco di
dedurre le loro differenze.
Perchè fare ciò? Forse per la massima del "conosci il tuo nemico" (sè stessi?) o semplicemente per il piacere di gran pippone mentale :)
Sono ovvietà ripeto ma, vuoi per
fretta, vuoi per disinteresse, vuoi che sia così e basta, io
perlomeno non colgo immediatamente il fatto che non sono solo quattro
parole ma concetti che si intrecciano, talvolta si avvicendano e si
escludono nell'animo.
Rassegnazione: quello stato d'animo di
chi si trova ad ammettere pazientemente un dolore, una sventura, una
limitazione, senza alcuna altra speranza.
Accettazione: uno stato d'animo di
accoglimento della limitazione ma con un proposito, una idea quasi
positiva di uscita dallo stato limitativo.
Negazione: lo stato d'animo di rifiuto
dell'ammissione della limitazione, di ribellione, con una idea
negativa, comunque non propositiva, di uscita.
Reazione: il “dichiarare guerra”
allo stato limitativo, differente dalle altre perchè la persona
quasi si pone a soverchiare la situazione (utilmente o inutilmente che sia), pur essendone chiaramente
vittima.
Di fronte ad una nostra limitazione,
siamo dei pendoli ed oscilliamo continuamente tra queste categorie
ma...
...se riuscissimo a dare una
definizione, un senso, un nome a questi stati, queste
oscillazioni...non potremmo già essere più vicini ad una soluzione?
Ad una nuova realtà?
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