"Lo Speakers' Corner (in italiano "angolo degli oratori") è un'area dell'angolo nord orientale di Hyde Park, a Londra, vicino a Marble Arch e al luogo dove sorgeva il patibolo di Tyburn. È un luogo tradizionale di discorsi pubblici e dibattiti, specialmente la domenica mattina, che ha preso il posto di un luogo precedente, più all'interno del parco, noto come Reformer's Tree.... ... Notevole esempio del concetto di libertà di opinione, qualsiasi persona può presentarsi senza essere annunciata e parlare su praticamente qualsiasi argomento desideri, anche se è probabile che verrà provocata dai frequentatori abituali con opinioni opposte."(Definizione tratta da Wikipedia)
Avevo già scritto altrove di questa cosa che noto, ma la voglio riprendere anche qui.
L'argomento è: perchè mai un mezzo fondamentalmente “Social” come Twitter/Facebook/Google+ votati al dialogo, alla condivisione, allo scambio (quindi anche all’allargamento delle nostre conoscenze ed amicizie), quindi socializzazione, possa molte volte invece far ottenere l’esatto effetto opposto?
Mi riferisco in particolare a certi utenti che in tali social network si producono in una serialità di post che in realtà sono un monologo/proclamo/dialogo più con sè stessi che con gli altri, talvolta con frasi e concetti che pure Nostradamus direbbe "eh?!?".
Credo di non essere l’unico che sia entrato in contatto con certi tipi.
…e guai a provare a replicare qualcosa! Rischi una scomunica, una condanna, una guerra santa, talvolta anche dalle altre persone che seguono il predicatore (i seguaci, si sa, sono sempre in agguato..).
La situazione sopra descritta la chiamo "effetto Speaker’s Corner”, in onore e ricordo di quel piccolo posticino a Londra dove mi facevo quattro risate in simpatia.
...ora che ci penso, quando mi capitano certi tipi le quattro risate le faccio tutt'ora.
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