martedì 16 ottobre 2012

Il mio primo viaggio con Italo

Una volta tanto voglio provare io il brivido di recensire qualcosa.

Occasione migliore non poteva capitarmi proprio in questo caso, dato che siamo alle prime settimane di vita di questa nuova compagnia di trasporti ferroviari (con dietro gente come Montezemolo e Della Valle) che si porrebbe in diretta "concorrenza" con la monopolista del caso: Trenitalia.

Lo slogan di Italo (che ho letto in giro io, perlomeno) è "viaggiare in modo diverso" per cui...proviamo a viaggiare diversamente e vediamo le differenze (ovviamente) con Trenitalia.

Il sistema di biglietteria online è simile a quella che già conosciamo con la monopolista: scelta dell'itinerario, carta di credito, prenotazione e pagamento, con una ulteriore distinzione di "opzioni" disponibili: sono tre e si chiamano Smart, Prima e Club e si distinguono per spaziosità di sedili, posto in una carrozza particolare dove è vietato (sarà così?) l'uso di cellulari con privilegio del silenzio e, infine, un servizio al posto con pasto servito e tv.

Nel mio caso, abbiamo fatto un viaggio per 2 adulti da Roma Ostiense a Venezia Mestre con tariffa Promo Italo (tariffa promozionale, quindi bassa) e opzione Smart ove, nel caso si volesse mangiare o bere qualcosa in treno, ci si serve da distributori automatici presenti in una delle carrozze.

Rispetto a Trenitalia, il risparmio sul costo del biglietto è stato di circa 10 euro. Prima riflessione personale: la convenienza di tariffe, rispetto alla compagnia ferroviaria monopolista che negli anni passati ha sì goduto di finanziamenti statali e, crediamoci, un "calmieramento" del costo del biglietto ma che sostiene anche dei bei costi di gestione (o mala gestione, direbbe qualcuno), non mi pare così evidente. Poca agressività nel mercato o la monopolista effettivamente ci guadagna poco sopra?

Chissà.

Passiamo al viaggio. Arrivati alla stazione Ostiense con treno regionale, ci rechiamo alla parte opposta della stazione di Trenitalia (con un attimo di difficoltà perchè chi arriva dai binari non ha immediatamente a disposizione indicazioni sul dove andare), e ci troviamo a "Casa Italo" (la corrispondente stazione della società) notando subito che è tutt'ora un "lavori in corso", anche se comunque si presenta già bene.
 Appena entrati nella sala d'attesa, che gioca su vetrate, luce e sull'open space (probabilmente anche per distinguersi dagli spazi angusti che le stazioni delle Ferrovie dello Stato trasmettono al viaggiatore), ci vengono incontro ben 3, diconsi tre, hostess della compagnia. Non ce l'ho fatta a stare zitto e non dire: "addirittura in tre!" con relativi sorrisi (educati o sinceri non so) :)

Qui si nota una differenza rispetto a Trenitalia: la quasi totalità del personale che ho visto in stazione e sul treno è femminile uguali non solo, chiaramente, nell'uniforme ma addirittura nell'acconciatura, con capello moro e raccolto a coda di cavallo...inquietante! :)

Abbiamo ancora un pochino di tempo e facciamo un giro nell'immobile immediatamente adiacente alla stazione (situato centralmente per chi arriva in macchina) con insegna "Eataly" e trattasi di una sorta di centro commerciale del cibo ed accessori per la cucina, con un rilievo alle specialità locali d'Italia, dove puoi mangiare sul posto o fare la spesa. Purtroppo, su quattro piani di questo centro, per motivi di tempo abbiamo potuto visitare solo il pianterreno, dove c'è una sorta di supermercato con all'interno vari punti di ristoro con diverse specialità (ad esempio, da una parte si mangiano piadine, dall'altra specialità alle verdure), un bar sponsorizzato da Illy (con sedie trasparenti Kartell o presunto tali) ed una libreria della Coop con tema predominante il cibo, il tutto ben combinato secondo l'ottica di uno poco raffinato come il sottoscritto :)

E' quasi ora di prendere il treno e ci dirigiamo verso l'unico binario a disposizione della società (la 15A), notiamo che l'ingresso è sorvegliato da un addetto alla sicurezza posto immediatamente prima di due hostess della compagnia, presenti per fornire informazioni ed aiuto ai passeggeri. Non c'è tantissima gente, abituati ai classici affollamenti di Trenitalia, ma molte più persone sono salite alla stazione di Roma Tiburtina, nulla di così affollato comunque.
Nulla da dire sui vagoni, e ci mancherebbe altro trattandosi di "materiale rotabile" nuova di zecca: puliti e spaziosi con sedili in simil-pelle, stesso motivo per cui il viaggio alla fine è stato poco rumoroso ed il sistema di condizionamento ha funzionato a dovere (il personale è stato anche attento a variarlo nel caso di apunti fatti da passeggeri). Cortesia ovviamente presente e, meno ovviamente, non ci sono stati particolari problemi anche nel fornire informazioni in lingua inglese: non ci sono stati sketch di controllori di mezz'età che maccheronicamente cercavano di esprimersi con turisti perplessi, insomma :)


Nota dolente: il wifi. Pubblicizzatissimo fin dal sito, scopri innanzitutto che la procedura di abilitazione è a dir poco macchinoso (almeno per me): a bordo del treno, ti colleghi al portale Italo Live, fornisci il tuo numero di cellulare per ricevere un sms con un codice che poi si dovrà inserire, collegandosi nuovamente al portale, oltre a specificare una email valida, accettando le condizioni di contratto ed eventualmente (cosa che io rifiuto sempre) l'accettazione a fornire i propri dati personali anche per comunicazioni commerciali (ecco perchè, probabilmente, vogliono l'email).
Tutto questo per poi...navigare malissimo. Per quanto mi riguarda, la differenza con Trenitalia qui è marcata. Con Italo la navigazione è ballerina e ho avuto zero possibilità di caricare qualcosa nelle gallerie, indistintamente che siano pagine internet, uso applicazioni, youtube. Da questo punto di vista, la concorrente sulla stessa identica tratta fatta un paio di giorni prima non ha dato particolari problemi. Anche Trenitalia ha un sistema di abilitazione con sms, vero, ma dopo il ricevimento di questo navighi immediatamente e la banda è migliore anche in galleria, c'è poco da dire.

Seconda nota dolente: i distributori automatici. Stavolta ringraziando il fatto che ci troviamo in Italia (quindi ti porti il panino a bordo e via) se si dovesse fare affidamento ai due soli distributori automatici presenti (uno principalmente per le bibite ed il secondo per il caffè), mi pare ben difficile un "fai da te" per il pranzo. Io mi sono preso un chinotto da 33 cl ed ho pagato 2 euro e, ad un certo punto del viaggio, il distributore del caffè si è rotto (non accettava più monete).

Qualche minuto di ritardo all'arrivo, nulla di particolare, con il solito dubbio sulla responsabilità: sensazione uguale a quando si viaggia con Trenitalia, insomma.

Alla fine, impressione personale, la sensazione è generalmente positiva: personale cortese, ottimo materiale rotabile con prezzo, però, non clamorosamente concorrenziale e qualche nota dolente (cose comunque rimediabili).

Tutte caratteristiche positive, però, che poi si dovranno dimostrare durature nel tempo.

C'è da dire che il viaggio è stato fatto non utilizzando servizi più peculiari (ad esempio, postazione tv al sedile o, addirittura, carozza cinema), ma questo è il contorno: contano le condizioni base del viaggio come la silenziosità, l'affollamento, il personale.

Date le sensazioni espresse sopra, alla fine mi sono chiesto: con Italo ho "viaggiato in modo diverso" rispetto a Trenitalia?

La risposta è no. Non ho viaggiato in modo "diverso", ho viaggiato in modo "normale".

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