mercoledì 23 luglio 2014

Arte

Oggi ero così, in mezzo alla polvere di un magazzino enorme e quasi diroccato, una parte di questo con quadri di ogni tipo e stile, ammassati senza ordine apparente, l'altra parte un laboratorio di cornici con attrezzi, sostanze, materiale grezzo....una divisione ideale tra astratto e concreto.

Due facce della stesso prodotto: l'arte.

Prodotti falsi, contraffatti, certificazioni probabilmente non veritiere o (peggio) fraudolente.

Luogo ideale per l'enunciazione di un concetto da parte di un dubbio soggetto della materia.

Tale definizione di arte, poco percepito ma a quanto pare molto veritiero, si sintetizza così:

"L'arte la fa il mercante"

Ovvero (cercherò di spiegarmi meglio, per quello che posso) è il mercante a dare un peso all'arte a far percepire il messaggio dell'artista....

E si sa che i più grandi mercanti (ad esempio, i galleristi) possono decidere chi sia apprezzato, valutato in una parola percepito quale artista.

Ed il mio pensiero, forte della metafora, è andato a pescare esempi nei campi più vari, non solo artistici ma della vita in genere.

...giungendo alla domanda che mi faccio:

Chi è, alfine, il vero artista, il "pittore" o il "mercante"?

6 commenti:

  1. tutto è arte...la differenza i fa consumatori di arte e l'arte

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vero, arte ad uso e consumo. Chi è, dunque, l'artista? Il fatto che ad un "qualcosa" (prodotto?) viene dato un prezzo sempre più alto nei passaggi successivi fà onore all'espressione?

      Ciao Coco, sempre un piacere leggerti :)

      Elimina
  2. Tutti e due, nel genere che gli appartiene.
    Una volta c'era il "mecenate" che provvedeva a tutti i bisogni materiali dell'artista.
    Oggi l'artista se la deve "sfangare" da solo. Ergo, il mercante ha la sua funzione. Ma in tempi così legati al business, molto cinicamente, anche il mercante è un "artista", quasi un mago nel promuovere questo anzi che quello e a determinarne le fortune o le sfortune. Un "deus ex-machina" dell'arte!
    Ma chi è più furbo: il gatto o la volpe?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si potrebbe dire che il mecenate ricercasse nell'artista il proprio medium nel reale per l'espressione della sua idea, pensiero, messaggio...quindi comunque Arte. Non penso che il mecenate desse per scontato le "rivendite" successive del prodotto.
      Riguardo al "deus ex machina", veritiero e ben poco di artistico.
      ...e negli altri aspetti della vita? Chissà, il tuo messaggio deve proprio passare attraverso un "mercante - deus ex machina"?

      Non sono furbi nè il Gatto nè la Volpe, altrimenti a Pinocchio gli avrebbero proposto dei derivati in tempi non sospetti: lo avrebbero legato subito col debito immediato e poi con gli interessi nei secoli successivi ;)

      Elimina
  3. Il mio messaggio, è solo un'analisi di ciò che passa....non ha necessità di passare!

    RispondiElimina
  4. E, comunque, non ho parlato del mecenate in termini di chi desse per scontato un ritorno di business. Ho detto che era colui che provvedeva ai bisogni materiali dell'artista, sottintendendo la sua ricerca del medium per la sua idea, progetto...etc.!
    Il mecenate aveva una funzione. Il mercante ne ha un'altra! ciao.

    RispondiElimina