Un raduno sotto l'egida, seppure non ufficiale, di un social network è sempre un'ottimo spunto di confronto.
Scontata l'idea che questo confronto lo sia nel rapporto amicale o meno con gli altri partecipanti, meno ma ugualmente importante, inconsciamente fondamentale, lo è con sè stessi.
Spiego meglio: nessuno, soprattutto la prima volta che partecipa a tale evento, è esente dal meccanismo mentale della comparazione finale tra l'idea che ci si era fatto delle persone/situazioni estemporanee/rapporti creatasi all'interno del social e la pura e semplice realtà.
Nei social, si può avere il dubbio che qualcuno sia personaggio, alla stregua della situazione reale, fisica, molte carte vengono (velatamente o meno) scoperte, determinando una situazione da "cartina di tornasole" della questione.
Chi è "persona" e chi "personaggio"?
L'occasione mi è stata data dall'evento dei "Tweetawards 2013" svoltosi presso il locale Rockisland di Rimini la serata del 21/09/2013, cui ho partecipato per vera curiosità e per conoscere alcuni twitteri (è stato un vero piacere @egos23 , @Lady_VAFFA_ , @incappucciato e @kaspo).
Interessante perchè (per quanto ho osservato) la lettura della serata sarebbe possibile sotto vari profili (quello "professionale", la potenzialità di sviluppo, il "modello di spettacolo" e per come si colloca), qui esprimo le mie riflessioni tratte da uno sguardo veloce riguardo al capitolo "relazioni sociali".
Inutile dire che certamente è conclamato quell'ecosistema dei rapporti amicali già esistente ma...tali eventi non dovrebbero favorire anche nuove conoscenze?
Faccio questa domanda non rivolto all'organizzazione (ci mancherebbe altro) ma alla tendenza generale dell'atteggiamento dei partecipanti.
Non voglio intendere ovviamente che tutti debbano presentarsi agli altri partecipanti con un "Ciaooooo, chi sei?", (per coloro sprovvisti di cartellino con scritto il nome del proprio account twitter, ad esempio come il sottoscritto) sorriso da 32 denti bianchi splendenti e con fare tipico da reclutatore di qualche nuova setta ma...quale poteva essere la caratteristica che poteva contraddistinguere quell'evento social da una classica serata da lounge o discoteca o chicchessia?
I partecipanti, l'atteggiamento di alcuni gruppi meno rivolto all'evento ed un pochino di più al social.
Non mi permetto di giudicare, solo constatare dettagli di un'atmosfera che comunque è stata simpatica per la spontaneità di molti contrapposta ad un certo atteggiamento più "legato" di altri (solitari o meno).
La soluzione a ciò? Un bel "boh!?!" ci sta da parte del sottoscritto che, lo ripeto ancora, si limita solo a constatare alcune cose.
Mi piacerebbe che qualcuno dei partecipanti mi riferisse le proprie impressioni in merito, magari per evidenziare le bestialità che potrei avere scritto qui, magari perchè ho tralasciato o non notato qualcosa.
La migliore considerazione che posso fare di questi TweetAwards è che a me è piaciuto aumentare le amicizie e conoscenze vere e proprie, dato il fatto che me ne frego di chi sia follower e del suo numero.
Infine, stranezze che ho notato dei TweetAwards:
- per tutto lo svolgimento dell'evento, gran parte della gente era sugli smartphone a postare, tweetare, instagrammare;
- gruppetti di persone che si conoscono creavano isole, con qualche caso di sconfinamento;
- se parli di Facebook eri tollerato, guai, guai, guai a citare G+ (sacrilegio!!);
- il fatto che per poter sapere chi fosse chi, dovevi guardare il badge all'altezza dei seni delle donne (avevo paura di essere scambiato per un guardone) :D
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