La provocazione è un'arte ostinata che si basa sul saper chiedere scusa.
La provocazione è la miccia, la leva, la scintilla di quella reazione volta a svelare la natura del provocato.
E' apertura al buio, volta ad un giocatore di cui neanche si sa se vuole giocarsi una partita.
La provocazione, come dice la stessa parola, è un pro-voco: chiedo-a-te-per una richiesta di aprirsi.
La provocazione di per sè è un atto falsamente attivo, in realtà passivo, poichè in realtà la finalità è quella di essere attaccati, più che attaccare, di prepararsi alla difesa dall'eventuale attacco che si scatenerà.
Nel tempo della provocazione, nel suo intervallo limitato, non ci sono nè vincitori, nè vinti.
La provocazione, se fatta con rispetto ed intelligenza verso l'interlocutore, funge anche da filtro nei rapporti.
I provocatori hanno fatto la storia, a volte in modo educato, altre volte in maniera sinceramente brutale.
La provocazione è un volgere al cambiamento esponendosi in prima persona.
...la provocazione è una fame, di vita, chissà.
La provocazione è un voler (forse saper) sopportarne le successive conseguenze.
Io sono un provocatore e, sinceramente, spero che lo siate anche voi.
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