Mi sono esercitato tanto nella vita in quella pratica.
Son partito che ero un ragazzo, senza alcuna motivazione o spinta particolare, animato solo dal “farmi gli anticorpi”.
Ogni volta successiva alzavo l’asticella, il ritmo, cercando una intima convinzione (qualche volta quasi riuscendoci) che alla fine non mi sarei fatto trovare impreparato per tutte quelle volte che “l’evento” sarebbe accaduto.
Risultato? Niente da fare: al dolore non si é né si sarà mai preparati, perfino ad un dolore annunciato o consapevolmente ineluttabile.
Dal quel momento non ho avuto più dolore.
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