Ogni movimento ha un tempo. Ogni sentimento ha un suono.
Anche per questo, il “dove” di quella stanza era un dettaglio importante agli occhi comuni ma perfettamente insignificante per chi gli occhi li chiudeva e cominciava ad ascoltare.
Lei lo aspettava, sapendo che sarebbe arrivato, come sempre, come ogni volta concordata attraverso parole che dicevano una cosa ma ne significavano un altro, sentito e mai detto poichè inutile, addirittura fuori contesto.
Lui arriva, si toglie qualche abito, si stende.
Fuori il mondo avrebbe visto coi propri occhi un conteggio di tempo di un'ora circa...dentro quella stanza, in realtà, era una serie di attimi infiniti, concatenati, perle unite da un sottilissimo filo al suono di Glenn Gould, al ritmo dei respiri di lei, alle espressioni di lui...per loro era l'universo, l'elevazione ed il mondo realmente non esisteva.
Le mani erano entità a sé stanti con una loro intelligenza sentimentale: premevano, stringevano, strofinavano, tiravano ed il loro linguaggio era sincronizzato alla pelle, carne, persino al fluire del sangue e dei battiti.
Gli “altri” non avrebbero capito: schematici nelle loro convenzioni, comodi nei loro freddi confini, diffidenti al calore.
Loro due, tra quelle quattro mura ed un soffitto inesistenti, perciò infiniti, sono sempre lì, a dare e ricevere, seppure il meccanismo, visto da noi, sembrerebbe ad un verso solo.
In tutto questo, lui un pensiero ce l'aveva, cercava di farlo percepire a lei quando riusciva ad incrociare fuggevolmente il suo sguardo, ed era:
“in fin dei conti, un massaggio è un atto d'amore”.
#RAG
Un massaggio? Ah ecco il perché. ..:- Sarei andata un po' più a fondo della"cosa" :)
RispondiEliminaPiù profondo di un massaggio?
EliminaE' un messaggio profondo anch'esso :)
Un massaggio? Ah ecco il perché. ..:- Sarei andata un po' più a fondo della"cosa" :)
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