Le relazioni sono come il nuoto: devi imparare prima di tutto a restare a galla
ingoi acqua, prendi coscienza dell'elemento in cui sei immerso, di quel nuovo ambiente
poi è la volta del movimento, inizialmente impacciato e via via più armonioso
la sicurezza diventa sempre maggiore ma vigile,
che non sai mai quando e se arriverà un'onda anomala a travolgerti.
Ecco, poi ne farai di bracciate, ammirando il "sopra" ed il "sotto", comprendendone la relatività.
Magari farai solo vasche di piscina, magari fiumi, mari, oceani....
Ti capiteranno esseri diversi, più o meno pericolosi, che imparerai più o meno tardi a capire.
Ammirerai fondali manifestamente splendidi o brutti
oppure dalla bellezza nascosta, pronta ad offrirsi a chi ha veramente voglia di andare fino in fondo
Quello che è importante, ad ogni modo, sarà:
- impara ad ingoiare, a sputare, respirare e galleggiare
- nel galleggiare, più che imparare la prestazione pura importerà che tu impari lo stile
- con lo stile, il fiato arriverà.
Nuotiamo?
Passo a salutarti caro...Non ti ho mica dimenticato! :-)))
RispondiEliminaCiao Mariapia, che piacere rileggerti!
EliminaGuarda che neanche io ti ho mica dimenticata :)
Fatta qualche "Foto Filosofica"? ;)
Saluta chi conosciamo su G+...mancate! :))
Saluto te e Mapi. Manchi molto.
RispondiEliminaIl tuo scritto è intelligente e ravvedo la similitudine che proponi. Il mondo dei rapporti umani è complicato, ci si deve difendere, meglio se con stile. Grazie, Jim.
Ciao Danila! Lieto di rivederti nello stagno...con stile! ;)))
EliminaPasso per un saluto.
RispondiElimina....non so nuotare. A volte mi chiedo se affondare non sia meglio che ... :-))
Nelle profondità (di sè o del mondo), a volte, si nascondono delle belle sorprese :)
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