Le relazioni sono come il nuoto: devi imparare prima di tutto a restare a galla
ingoi acqua, prendi coscienza dell'elemento in cui sei immerso, di quel nuovo ambiente
poi è la volta del movimento, inizialmente impacciato e via via più armonioso
la sicurezza diventa sempre maggiore ma vigile,
che non sai mai quando e se arriverà un'onda anomala a travolgerti.
Ecco, poi ne farai di bracciate, ammirando il "sopra" ed il "sotto", comprendendone la relatività.
Magari farai solo vasche di piscina, magari fiumi, mari, oceani....
Ti capiteranno esseri diversi, più o meno pericolosi, che imparerai più o meno tardi a capire.
Ammirerai fondali manifestamente splendidi o brutti
oppure dalla bellezza nascosta, pronta ad offrirsi a chi ha veramente voglia di andare fino in fondo
Quello che è importante, ad ogni modo, sarà:
- impara ad ingoiare, a sputare, respirare e galleggiare
- nel galleggiare, più che imparare la prestazione pura importerà che tu impari lo stile
- con lo stile, il fiato arriverà.
Nuotiamo?
venerdì 30 maggio 2014
mercoledì 28 maggio 2014
mercoledì 21 maggio 2014
lunedì 19 maggio 2014
domenica 18 maggio 2014
L'onor del vero
Ho sempre porto il mio petto, Vostro Onore.
A coloro che amo, che fosse un porto, a riposo dell'affanno o luogo caro per sciogliere lacrime.
Ai nemici, gonfio e pronto, corazza per colpi e monito a chi osa.
Eppure, Vostro Onore, a niente servono un petto ferito oppure ospitale contro quel che pare sia il peggior crimine dei nostri tempi: il fraintendimento.
Tale è subdolo e velenoso, quel male inconscio, da trasformare i cari in nemici capaci di ferirti veramente...nonostante questo petto sempre offerto, Vostro Onore.
Il conforto diviene provocazione, il sorriso ghigno, l'abbraccio trappola e nulla...nulla può la lingua, peregrina di verità, nullo il respiro sempre più corto, tale il peso di quell'orgoglio mal rivolto, Vostro Onore.
Cosa può una discolpa per una colpa che non è, una preghiera certamente non pregata,
rivolti almeno all'orecchio di Vostro Onore.
Nulla.
Poichè niente può a Vostro Onore che vede la più giusta delle condanne nell'applicazione della Legge ...
...ma non della Giustizia .
A coloro che amo, che fosse un porto, a riposo dell'affanno o luogo caro per sciogliere lacrime.
Ai nemici, gonfio e pronto, corazza per colpi e monito a chi osa.
Eppure, Vostro Onore, a niente servono un petto ferito oppure ospitale contro quel che pare sia il peggior crimine dei nostri tempi: il fraintendimento.
Tale è subdolo e velenoso, quel male inconscio, da trasformare i cari in nemici capaci di ferirti veramente...nonostante questo petto sempre offerto, Vostro Onore.
Il conforto diviene provocazione, il sorriso ghigno, l'abbraccio trappola e nulla...nulla può la lingua, peregrina di verità, nullo il respiro sempre più corto, tale il peso di quell'orgoglio mal rivolto, Vostro Onore.
Cosa può una discolpa per una colpa che non è, una preghiera certamente non pregata,
rivolti almeno all'orecchio di Vostro Onore.
Nulla.
Poichè niente può a Vostro Onore che vede la più giusta delle condanne nell'applicazione della Legge ...
...ma non della Giustizia .
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