La relatività è un concetto che gli è caro.
E' grazie alla relatività che riuscirebbe a replicare ad un immaginario interlocutore che gli domandi perché fa quello che fa e la risposta, buffa veramente, è "per amore".
E' per "amore" che lui va ad ogni incontro: pioggia, sole, neve, ore ad aspettare seduto, in piedi, steso…nulla può fermarlo e mai si farebbe mancare quell'attimo intenso, di unione, totalizzante per ambedue, seppure solo lui realmente può comprendere la portata di tale rapporto.
Quell'attimo lo vuole sempre afferrare, tenerselo stretto a sé per un tempo indefinito, purtroppo mai sufficiente, prima di metterci una croce sopra…
Per lui il sentimento è puro, non importa quale sia il sesso, non essendovi neanche sesso: uomini, donne, mezza età, giovani rampanti….tutti uniti a lui e con lui, tutti insieme nell'attimo, tutti infine con una croce sopra.
La formalità del dover incontrare prima ogni volta qualcuno o del dover ascoltare una voce, oppure leggere un breve messaggio, per formalizzare "L'Attimo", lo ritiene un male necessario di preparazione, propedeutico, che non può certamente sporcare il loro sentimento, seppure il finale sarà sempre lo stesso, ineluttabile.
L'ultimo suo incontro, ad esempio, lo ha voluto assaporare, tendendolo quasi al suo limite fisico come un elastico: un uomo ancora aitante, aspetto distinto, molto attivo a giudicare dai movimenti, certamente impegnato visto che è spesso al cellulare, sicuramente importante e con un certo carattere (chiaro, altrimenti lui non sarebbe lì).
Lui respira piano ed un sorriso lo sfiora, elabora ipotesi sul resto della vita di chi sta guardando, ha a cuore quell'uomo per tutto il tempo del loro incontro, mentre osserva con la sua croce sopra…
….lui lo sa, lo sente: è amore, seppur fugace, seppur con una croce….
Infine, quasi a malincuore, tira il grilletto.